Ciao.

Beh, sì. Sono qua a scrivere sul mio blog. Wow, il mio blog. Non pronunciavo questa parola dai tempi in cui usavo i Blog di Windows Messenger, famoso MSN che andava tanto di moda quando avevo 16 anni. Non che ora sia vecchia eh, ho quasi 25 anni… Comunque: perchè sono qui? Perché a 25 anni ho deciso di avere di nuovo un blog? Non so, probabilmente per condividere. La condivisione ritengo sia un valore molto importante nel mondo di oggi. Tutti a twittare, instagrammare e chini sul proprio smartphone a vedere cosa fanno gli altri su Facebook. Ma non voglio fare polemica sui social network. Fanno parte senz’altro del mondo di oggi e sono importanti, ma secondo me tutto dovrebbe essere riconducibile alla condivisione. Perché grazie a questi social possiamo arrivare ovunque. Non abbiamo limiti. Possiamo arrivare in America, in Spagna, in Svezia o in Australia con un click, in poco più di un secondo. Cosa c’è di meglio? Le informazioni volano, si diffondono in tempi record e non c’è nulla di meglio. Perciò mi sono detta perché non scrivere un blog, nel 2014? Non sono più quella ragazzina che scriveva il suo blog a sedici anni. Adesso ho un lavoro, una casa in cui vivo con il mio ragazzo, ho molte passioni e ambizioni – come molti, no? – tra cui in primis la scrittura e la fotografia. Ho anche molti “vorrei” in testa: vorrei imparare a suonare il piano (infatti me ne sono comprata uno usato per cercare d’imparare), vorrei fare più attività fisica tipo correre o esercizi posturali (non è che ne abbia bisogno per dimagrire, perché sono anche troppo magra – ma questa è un’altra storia – più che altro per la salute), vorrei imparare a ballare perché sicuramente aiuterebbe la mia parte timida e ansiosa, ma soprattutto vorrei continuare a scrivere. Lo faccio fin da bambina, ho scritto sempre storie e storielline. Ho cominciato a scrivere storie per recite che organizzavo con il mio gruppo di amici, poi scrissi alle medie il mio primo libro per bambini “Alla Valle di Hemìr” di cui volevo fare anche di questo uno spettacolino teatrale, ma non andò mai in porto visti gli impegni estivi dei miei piccoli amici di allora. Mia madre mi convinse tuttavia a stamparne diverse copie, che regalammo ai familiari e amici più stretti. Fu una piccola grande soddisfazione. Circa nel 2008 iniziai la stesura di un romanzo rosa per giovani ragazze. Quando lo iniziai non avevo la minima idea di che piega avrebbe preso: scrivevo e mi piaceva, come sempre. Linda, la protagonista ha sicuramente tanto in comune con me. Anche se la storia non ha nulla a che fare con la mia vita, se non qualche piccolo monologo. Scrivere il mio primo romanzo mi ha entusiasmata, appassionata e a tratti anche esasperata, ma è stato un vortice di emozioni in cui mi sono tuffata ben volentieri. Una volta finito di scriverlo – nel 2010 – lo feci leggere a mia madre (sicuramente la mia prima fan accanita, come facile pensare), il mio ragazzo di allora, più alcune amiche. La soddisfazione era tanta ma che ci facevo adesso? Mi mamma avrebbe voluto che lo provassi a mandare a qualche casa editrice… così andai dal fedele amico internet e m’informai un po’. Molte erano le case editrici che richiedevano contributi per la pubblicazione, poche erano veramente interessate a pubblicare autori esordienti. Come protrete immaginare ero molto impaurita e indecisa sulla strada da intraprendere. Avevo finito le scuole superiori, mi ero diplomata e stavo cercando lavoro. Non volevo pubblicare a pagamento, perciò mandai mail con in allegato il mio romanzo a qualche casa editrice; leggendo poi su internet mi spaventai trovando scritto che così facendo c’era pericolo di plagio. Senza fiducia in me stessa e sentendomi piccola piccola in quel mondo così difficile, lasciai stare la cosa finché nel 2011 scoprii l’autopubblicazione su iBooks. A costo zero potevo raggiungere i lettori. Sapevo che non avrei avuto la soddisfazione di stringere il mio romanzo cartaceo tra le mani, ma era pur sempre qualcosa, noo? Così presi coraggio e m’informai sulla cosa e feci quello che c’era da fare per la richiesta di pubblicazione. Dicembre 2012: ero a Venezia (tra l’altro città che adoro) per festeggiare un anno insieme al mio attuale ragazzo. In piazza San Marco, mentre stavamo uscendo dalla Basilica arriva una mail. «Complimenti il suo libro “Non Ti Vorrei” è disponibile su iBooks e scaricabile in 51 paesi.» Ero euforica, felice, estasiata. Non esistono parole per descrivere la mia reazione a quella mail – esiste una foto del momento che scattò il mio ragazzo, forse un giorno la posterò – sentivo la  felicità in me, allo stato puro: il cuore mi batteva e non la smettevo di guardare il display del telefono e sorridere.

Vi chiederete, e adesso? Adesso lavoro sempre, convivo, ho una casa da tenere più o meno ordinata e pulita, al momento non ho pupi né cuccioli a cui badare, ma ho tanta tanta tanta soddisfazione nel cuore per i 46.000 download del mio romanzo. Quando guardo le statistiche e le recensioni dei lettori ancora non mi sembra vero. Può darsi che molti download siano dovuti al fatto che decisi di far scaricare il romanzo completamente gratis, ma le recensioni dimostrano che il pubblico ha amato il mio racconto. Un’umile storia di una normale quindicenne.

Sì, ho poca fiducia in me. So che il mio lavoro è mediocre, non è perfetto, e forse non è all’altezza di una pubblicazione con una casa editrice, ma… posso giurarvi che non mi fermo qui.

😉

Alla prossima.

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