Il cavaliere d’inverno

📚Il cavaliere d’inverno📚

di Paullina Simons

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Edito da: Rizzoli

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️  5 stelle

Tatiana è la protagonista femminile di questa appassionante storia, ambientata nella Russia del 1941. E’ un romanzo struggente, tristemente reale, autentico; durante la lettura si viene totalmente travolti dai sentimenti genuini e autentici che la piccola Tatiana prova per Alexander, un soldato dell’Armata Rossa conosciuto in estate per le strade di Leningrado. Tatiana abita in un palazzo al Quinto Soviet insieme a tutta la sua famiglia, dividendo persino il letto con sua sorella maggiore Dasha. Ma le strade di Tatiana e Alexander sono destinate ad incrociarsi e con l’avvento della guerra e dell’invasione nazista, i loro sentimenti saranno messi a dura prova. Non è un amore facile. Niente lo è più ormai, nemmeno respirare. E questo la dolce e generosa Tatiana lo sa bene. L’inverno di Leningrado, la guerra, l’amore per Dasha potrebbero allontanarli per sempre, potrebbero distruggerli. Ma è un sentimento forte il loro, indissolubile, che riesce a sbocciare e crescere tra le rovine di una città stretta nella morsa della guerra, del freddo, della povertà e della fame.

Citazioni:

“Cercava le parole giuste, ma non sapeva come comportarsi in casi del genere, così si chiudeva in un silenzio che la faceva apparire timida o superba. Sua sorella non aveva quel problema.”

“Poco prima di addormentarsi si rese conto che il dolore che sentiva nel cuore la spaventava più della guerra stessa.”

“Anche se saremo tutti schiavi avremo da mangiare. Avremo la vita. Sarebbe meglio un vita libera, ma qualsiasi vita è meglio che nessuna, giusto?”

“Bisognerebbe chiedersi se lasciamo la casa per cominciare una nuova vita oppure se intendiamo continuare la vecchia da un’altra parte.”

“Com’era possibile che il segreto, l’inganno e il tradimento legassero gli esseri umani più della verità, della fiducia e della sincerità?”

“Sotto la sua corazza da ufficiale dell’Armata Rossa, c’era un uomo che aveva bisogno di lei. Se era ferito, poteva curarlo. Se aveva fame, poteva nutrirlo. Se voleva parlare, sapeva ascoltarlo.”

“La guerra era il caos cosmico, un disordine martellante che annientava lo spirito, che spazzava via gli esseri umani e li lasciava insepolti sulla fredda terra.”

“«Avresti potuto dire tutto quello che volevi a Dasha. A me sarebbe bastato uno sguardo che mi facesse capire che significavo qualcosa, che mi desse un po’ di fiducia. Ma tu mi hai trattata come fai sempre, come se non esistessi.»                      «Ho solo cercato di nascondere i miei sentimenti agli altri. Non è la stessa cosa.»”

Curiosità:

Il cavaliere d’inverno” è il primo libro della trilogia della Simons. Il secondo libro è “Tatiana & Alexander” ed il terzo “Il giardino d’estate“.

© Foto e Review a cura di Alessia Prestanti

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Dietro le quinte di… un romanzo storico

Dietro le quinte di… un romanzo storico

Ciao a tutti readers,

scusate l’assenza dell’ultimo periodo, ma sto leggendo un mucchio di libri per documentarmi al meglio sul tema del mio prossimo romanzo che – posso anticiparvi –sarà… udite udite… un romanzo storico (sentimentale, ovviamente)! 😉

E, come molti mi hanno già chiesto, sarà ambientato nell’Italia nel 1500. Nella mia amata Toscana. E più precisamente, a Firenze. Nella bella Firenze rinascimentale. I personaggi principali sui quali sto lavorando sono principalmente due: Bianca Cappello e Francesco I de’Medici.

Ma, senza troppi spoiler, voglio condividere con voi il mio “dietro le quinte”, ovvero come ho strutturato il lavoro di ricerca che sto attualmente portando avanti. Ho pensato di suddividerlo in varie fasi.

Fase 1: Documentarsi con i libri.

Prima di poter dare voce ai personaggi occorre conoscerne la storia a fondo. Non è semplice andare a studiare la psicologia di persone ormai defunte da centinaia di anni. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Così, ho iniziato ad acquistare libri sulla vita di Bianca Cappello (principalmente su internet, tramite Amazon, etc).

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Ho attinto anche a fonti locali, come la biblioteca comunale di Poggio a Caiano, che ringrazio tantissimo per l’aiuto fornito nella mia ricerca e nel prestito di volumi antichi sull’argomento.

Oltre a documentarsi su i personaggi, serve anche studiare il contesto storico, la politica, gli usi e i costumi dell’epoca, le abitudini durante il giorno, il tempo libero e a tavola.

Fase 2: Imparare con documentari e film.

E’ un modo utile e rapido per acquisire informazioni divertendosi, un po’ come facevamo da bambini con i cartoni sul corpo umano. 😉 Ho cercato film sull’argomento o ambientati in quell’epoca. Ho cercato di soffermarmi sui dettagli dei vestiti, delle ambientazioni e del linguaggio.

Fase 3: Osservare dal vivo.

Mi sono recata nei luoghi che descriverò nel libro: a partire da Venezia, città natale di Bianca Cappello (città che conosco abbastanza bene visto che ci sono stata almeno sei volte, ma non bastano mai), passando per le varie Ville Medicee (per esempio Poggio a Caiano, Cerreto Guidi, Pratolino) fino ai luoghi più importanti di Firenze: Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti e i suoi giardini di Boboli, la Galleria degli Uffizi, gli Orti Oricellari, le Cappelle Medicee, la Basilica di Santa Maria del Fiore, etc.

Sapere di essere proprio nel luogo dove si sono svolte molte vicende è veramente emozionante.

Fase 4: Riordinare le informazioni.

Ci sono tantissime informazioni che a questo punto sono state raccolte e vanno ordinate per bene (per non impazzire) 😀

Io mi sono servita di un quadernone ad anelli, in cui ho classificato tutte le informazioni in sezioni: eventi in ordine cronologico, personaggi, contesto storico, etc.

Ho usufruito anche dell’aiuto digitale: ho usato il mio iPad Pro con Apple Pencil per prendere appunti, scrivere al volo, sottolineare, disegnare. Mi è servito anche per scansionare le pagine più rilevanti dei libri in prestito e poter così sottolineare le cose più importanti ed averle sempre con me.

 

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Inoltre ho utilizzato un pannello in sughero per collegare subito volti a nomi, date, per ricordarmi matrimoni, amanti, amicizie, e tappe di viaggio. Ho utilizzato dei fili colorati per collegare i vari personaggi.

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Fase 5: Scrittura!

Inizia la cosa più divertente: la prima stesura! Ed è qui che si comincia davvero a ballare. Occorre pensare al tipo di narratore, al punto di vista giusto, all’intreccio degli eventi e come raccontarlo al meglio. Prepariamoci a notti insonni, alle farfalle nello stomaco e a periodi nei buchi neri. Ma cos’è la scrittura se non una meravigliosa ed esilarante avventura?!

Eccovi alcuni miei scatti nei luoghi che ho visitato, e che probabilmente ritroverete nel libro:

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Spero che questo articolo vi sia piaciuto, e magari possa essere d’aiuto a chi si volesse cimentare in una cosa del genere.

Alla prossima 🙂

Alessia

News su i miei romanzi

Buongiorno readers 🙂

Oggi sono qui per condividere con voi alcune novità.

Con l’uscita dell’epilogo speciale del mio ultimo romanzo, le sorprese non sono finite! Infatti, da oggi trovate in digitale “Il sapore delle lacrime” in offerta a 1,99€… e “Non Ti vorreiGRATIS su iBooks!!! Mi raccomando, scaricatelo subito! E ovviamente aspetto con ansia le vostre recensioni 😉

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Oltre alle versioni digitali, sono abbassati i prezzi anche delle versioni cartacee che potete trovare su Amazon! 🙂

Non Ti vorrei → 8,78€

Il sapore delle lacrime → 11,42€

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Per la parte II dell’epilogo, iscrivetevi al blog se ancora non l’avete fatto o seguitemi sui social, per rimanere aggiornati 🙂

Vi mando un bacione e alla prossima!

Alessia

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IT

📚 It 📚

di Stephen King

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Edito da : Pickwick (Sperling & Kupfer)

⭐️⭐️⭐️⭐️ 4 stelle

Non è assolutamente facile fare una “flash review” di un libro di ben 1315 pagine, per cui andiamo subito al sodo: IT è un vero capolavoro e King fa un’eccellente introspezione sulla psicologia dei personaggi. Andando avanti con la lettura arriverete davvero a prevedere le mosse dei personaggi, imparerete a conoscere i loro pensieri e saprete più o meno come reagiranno in una certa circostanza. Questo perché vengono descritti in maniera dettagliata ed impeccabile. IT è un profondo viaggio nell’anima dei protagonisti. La vicenda si svolge nella fittizia Derry, una – apparentemente – normale e ridente cittadina nel Maine. I ragazzi protagonisti sono sette: Beverly Marsh, Bill Denbrough, Ben Hanscom, Eddie Kaspbrak, Richie Tozier, Stan Uris e Mike Hanlon. Nell’estate del 1958 diventano grandi amici e fondano il “Club dei Perdenti”. Amerete e odierete i loro comportamenti, li conoscerete come se fossero vostri amici; la mole del libro lo consente, sebbene le vicende narrate nel presente in realtà siano poche. Gran parte del libro racconta cos’è successo a Derry da quando i protagonisti erano ragazzini, in particolare da quando Georgie (il fratellino di Bill Denbrough) viene brutalmente ucciso da IT, mentre cerca di recuperare la sua barchetta caduta in un tombino in una giornata piovosa. Dopodiché ognuno di loro avrà un personale incontro con IT, il male, sotto forma del clown Pennywise. E insieme tenteranno di sconfiggerlo. Ma dopo 27 anni IT sembra tornare a Derry. I ragazzi, diventati adulti e ormai lontani dalla cittadina d’infanzia, vengono a saperlo da Mike: IT è tornato e deve essere sconfitto per sempre. Avevano giurato col sangue e sanno che devono tornare, malgrado la paura, malgrado tutto.

Siete pronti a immergervi con i Perdenti in questo mondo? Bè, non vi resta che iniziare a leggerlo.

Citazioni:

“L’opinione che tutti i genitori condividevano sulla questione era che un uomo non dovesse nemmeno perder tempo a pensare di mettersi in proprio fino a quando non avesse raggiunto un’età più matura e serena… 78 anni, per esempio.”

“Un rumorino così insignificante, in fondo. Quello di acqua che gocciola. Plink… pausa. Plink… pausa. Plink… pausa. Plink… S’immaginava le gocce che si formavano sull’apertura del rubinetto, si appesantivano e ingrassavano, diventavano gravide e finalmente cadevano: plink.”

“Ma chissà per quanto tempo può durare un lutto. Non è possibile che dopo trenta o quarant’anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello o di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un’assenza che non potrà mai più essere riempita… forse nemmeno dopo la morte?”

“Non si smette di essere piccoli tutt’ a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i jeans, puoi continuare ad andare i concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti. No, non la fatina dei denti. La fatina dell’età.”

“Questi erano i suoi amici e sua madre si sbagliava: non erano amici cattivi. Forse, considerò, non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore.”

“«Io ho bisogno di qualcosa adesso», mormorò lei.

«C-Che cosa?»

«Ho bisogno che mi baci.»”

Curiosità

Dal libro sono stati tratti una omonima miniserie televisiva nel 1990, con Tim Curry e una omonima trasposizione cinematografica di quest’anno, in uscita in Italia il 19 ottobre 2017, dove It è interpretato dal giovane attore svedese Bill Skarsgård.

© Recensione del libro a cura di Alessia Prestanti.

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Assassinio sull’Orient Express

📚Assassinio sull’Orient Express📚

di Agatha Christie


Edito da: Mondadori

⭐️⭐️⭐️⭐️ 4 stelle

Un giallo diverso dal solito classico e solo leggendolo saprete il perché. La vicenda si svolge su un treno famosissimo, l’Orient Express, da Istanbul a Calais, in un viaggio di tre giorni attraverso l’Europa. Sarebbe stato lo scenario ideale per un delitto perfetto. Ma non si era considerato che a bordo c’era l’investigatore belga Hercule Poirot. Nella prima notte il treno rimane bloccato per una tempesta di neve e viene scoperto il cadavere del miliardario americano Simon Ratchett, accoltellato da 12 pugnalate. Eppure l’assassino non può essere sceso dal treno nè può essere scappato: la porta è chiusa dall’interno e nella neve non c’è alcuna traccia. Sapere che il colpevole si trova ancora sullo stesso treno rende tutto più elettrizzante. Solo Poirot può indagare sul caso e riuscire a smascherare l’assassino nascosto tra i passeggeri. Pagina dopo pagina veniamo a sapere di più sulla vittima e su ogni persona a bordo, in un vortice d’informazioni tra verità e bugie che tiene sospeso il lettore fino all’ultimo.

Citazioni:

“Se tutti mentono, la confusione non è minore di quella che vi sarebbe se tutti dicessero la verità.”

“L’impossibile non può essere accaduto, quindi l’impossibile deve essere possibile malgrado le apparenze.”

© Review a cura di Alessia Prestanti.

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Le otto montagne

📚Le otto montagne📚

di Paolo Cognetti

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Edito da: Einaudi

⭐️⭐️⭐️ 3 stelle (e mezzo)

Si tratta del famoso libro che ha vinto il Premio Strega 2017. E incuriosita da tale riconoscimento, ho voluto leggerlo subito. “Le otto montagne” è la storia di due amici e una montagna, come dice lo stesso Cognetti. E infatti è proprio così. Si respira aria di autenticità tra queste pagine. Un’ autentica e vera amicizia, senza fronzoli e perbenismi. Il legame tra Pietro, il protagonista, e Bruno, l’amico del paesino di montagna, è un’amicizia silenziosa, di quelle che resistono al tempo ed alla lontananza: i due infatti si perdono di vista per anni e anni. Entrambi sono ragazzi solitari e un po’ scontrosi, tuttavia anche da grandi non si scorderanno mai delle loro estati passate tra quei torrenti, quei boschi, quelle cime, in esplorazione di sentieri e ruderi abbandonati. L’autore descrive in maniera molto evocativa l’ambiente di montagna e sembra di essere lì con Pietro, da bambino fino all’età adulta, quando da solo riscopre il piacere di scalare le montagne fino alla cima – cosa che piaceva tanto a suo padre e che era stato proprio uno dei motivi di allontanamento.

Questo non è stato un libro che mi ha coinvolto nel profondo; non mi ha emozionata particolarmente, né tenuta sulle spine, pertanto non riesco a dare quattro stelle, ma è comunque una bella storia d’introspezione e di amicizia che merita di essere letta.

Citazioni:

“Se il punto in cui ti immergi in un fiume è il presente, pensai, allora il passato è l’acqua che ti ha superato, quella che va verso il basso e dove non c’è più niente per te, mentre il futuro è l’acqua che scende dall’alto, portando pericoli e sorprese. Il passato è a valle, il futuro a monte.”

“– E cosa fa? – chiesi, anche se in realtà volevo chiedere: e come sta? Si ricorda di me? In tutti questi anni mi ha pensato quanto l’ho pensato io? Ma ormai avevo imparato a fare le domande degli adulti, in cui si chiede una cosa per saperne un’altra.”

“Può anche apparirti del tutto diverso, da adulto, un posto che amavi da ragazzino, e rivelarsi una delusione; oppure può ricordarti quello che non se più e metterti addosso una gran tristezza.”

“Le bastava un gesto o uno sguardo per rassicurarlo, ed era tutto un: Ci sei? Ci sono. Ma davvero? Ti ho detto di sì. Gli innamorati, pensai: è bello che esistano al mondo, ma dentro una stanza ti fanno sempre sentire di troppo.”

© Recensione del libro a cura di Alessia Prestanti