IT

📚 It 📚

di Stephen King

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Edito da : Pickwick (Sperling & Kupfer)

⭐️⭐️⭐️⭐️ 4 stelle

Non è assolutamente facile fare una “flash review” di un libro di ben 1315 pagine, per cui andiamo subito al sodo: IT è un vero capolavoro e King fa un’eccellente introspezione sulla psicologia dei personaggi. Andando avanti con la lettura arriverete davvero a prevedere le mosse dei personaggi, imparerete a conoscere i loro pensieri e saprete più o meno come reagiranno in una certa circostanza. Questo perché vengono descritti in maniera dettagliata ed impeccabile. IT è un profondo viaggio nell’anima dei protagonisti. La vicenda si svolge nella fittizia Derry, una – apparentemente – normale e ridente cittadina nel Maine. I ragazzi protagonisti sono sette: Beverly Marsh, Bill Denbrough, Ben Hanscom, Eddie Kaspbrak, Richie Tozier, Stan Uris e Mike Hanlon. Nell’estate del 1958 diventano grandi amici e fondano il “Club dei Perdenti”. Amerete e odierete i loro comportamenti, li conoscerete come se fossero vostri amici; la mole del libro lo consente, sebbene le vicende narrate nel presente in realtà siano poche. Gran parte del libro racconta cos’è successo a Derry da quando i protagonisti erano ragazzini, in particolare da quando Georgie (il fratellino di Bill Denbrough) viene brutalmente ucciso da IT, mentre cerca di recuperare la sua barchetta caduta in un tombino in una giornata piovosa. Dopodiché ognuno di loro avrà un personale incontro con IT, il male, sotto forma del clown Pennywise. E insieme tenteranno di sconfiggerlo. Ma dopo 27 anni IT sembra tornare a Derry. I ragazzi, diventati adulti e ormai lontani dalla cittadina d’infanzia, vengono a saperlo da Mike: IT è tornato e deve essere sconfitto per sempre. Avevano giurato col sangue e sanno che devono tornare, malgrado la paura, malgrado tutto.

Siete pronti a immergervi con i Perdenti in questo mondo? Bè, non vi resta che iniziare a leggerlo.

Citazioni:

“L’opinione che tutti i genitori condividevano sulla questione era che un uomo non dovesse nemmeno perder tempo a pensare di mettersi in proprio fino a quando non avesse raggiunto un’età più matura e serena… 78 anni, per esempio.”

“Un rumorino così insignificante, in fondo. Quello di acqua che gocciola. Plink… pausa. Plink… pausa. Plink… pausa. Plink… S’immaginava le gocce che si formavano sull’apertura del rubinetto, si appesantivano e ingrassavano, diventavano gravide e finalmente cadevano: plink.”

“Ma chissà per quanto tempo può durare un lutto. Non è possibile che dopo trenta o quarant’anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello o di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un’assenza che non potrà mai più essere riempita… forse nemmeno dopo la morte?”

“Non si smette di essere piccoli tutt’ a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i jeans, puoi continuare ad andare i concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti. No, non la fatina dei denti. La fatina dell’età.”

“Questi erano i suoi amici e sua madre si sbagliava: non erano amici cattivi. Forse, considerò, non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore.”

“«Io ho bisogno di qualcosa adesso», mormorò lei.

«C-Che cosa?»

«Ho bisogno che mi baci.»”

Curiosità

Dal libro sono stati tratti una omonima miniserie televisiva nel 1990, con Tim Curry e una omonima trasposizione cinematografica di quest’anno, in uscita in Italia il 19 ottobre 2017, dove It è interpretato dal giovane attore svedese Bill Skarsgård.

© Recensione del libro a cura di Alessia Prestanti.

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Reading List 2017

Ciao a tutti, readers. Oggi voglio condividere con voi la mia Reading List per quest’anno. Su Goodreads sto cercando di vincere la Reading Challenge 2017, ovvero la sfida personale di leggere almeno 20 libri in quest’anno. Per adesso sono a quota 10! (Dai, che ce la fai Alessia! 🙂 Se volete mi trovate anche lì.)

Comunque ecco i libri che attualmente vorrei leggere (non sono in ordine di preferenza, perché di solito inizio a leggere ciò che mi va di più in quel preciso momento). Nel mezzo ci sono novità e classici che – ahimè – ancora non ho mai letto.

  • Storie della buona notte per bambine ribelli, Elena Favilli
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Mondadori
  • Dentro l’acqua, Paula Hawkins
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Piemme
  • Ciò che inferno non è, Alessandro D’Avenia
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Mondadori
  • It, Stephen King
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Sperling & K.
  • La paranza dei bambini, Roberto Saviano
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Feltrinelli
  • Cime tempestose, Emily Brontë
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Feltrinelli
  • Jane Eyre, Charlotte Brontë
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Mondadori
  • Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf
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Feltrinelli
  • Assassinio sull’Orient-Express, Agatha Christie
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Mondadori
  • Il buio oltre la siepe, Harper Lee
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Feltrinelli
  • Un viaggio chiamato vita, Banana Yoshimoto
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Feltrinelli
  • Norwegian Wood, Murakami Haruki
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Einaudi
  • Prateria: una mappa in profondità, William Least Heat-Moon
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Einaudi

Non so se riuscirò a finirli tutti entro questo 2017. Può essere che ne entrino altri in lista. Chissà! Resta il fatto che ci sono una sacco di mondi da scoprire, storie, parole… Ed è questo ciò che mi elettrizza di più, che mi fa desiderare voracemente i libri. Io di solito non ho una lista precisa, tendo a leggere ciò che mi va in quel momento; quando ho appena terminato un libro mi sale l’ “avanti il prossimo” e solitamente seguo il mio umore.

E voi? Qual’è la vostra Reading List? O preferite leggere ciò che vi capita?

Besos!

Alessia

L’arte di essere fragili

📚L’arte di essere fragili📚

come Leopardi può salvarti la vita

 di Alessandro D’Avenia

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Edito da: Mondadori

⭐️⭐️⭐️3 stelle

Un libro diverso da quelli che leggo di solito. È sviluppato come se l’autore scrivesse delle lettere al poeta Giacomo Leopardi. Le lettere contengono riflessioni, incoraggiamenti, racconti di aneddoti capitati al professore D’Avenia, o discorsi di suoi studenti. Ad ogni nuovo capitolo c’è una citazione di Leopardi e qua e là ce ne sono altre (sue opere o lettere che lui stesso aveva scritto ad amici e alla famiglia). Tutto ciò per arrivare al fulcro della questione: imparare l’arte di essere fragili, ovvero comprendere a pieno se stessi, le proprie passioni, farne tesoro e rendere le nostre vite speciali. Non limitarci a sopravvivere, ma vivere davvero la vita, nonostante le difficoltà e i nostri difetti, imparando ad amarci e ad amare. D’Avenia descrive la sfortunata vita di Giacomo Leopardi (ci dice che il mondo della scuola ha sempre sbagliato relegandolo a “pessimista”) e ci fa vedere tutto dal suo punto di vista, un Leopardi innamorato delle piccole cose e alla ricerca della bellezza della vita, dell’approvazione del padre e dell’amore. Con tutto il rispetto per Leopardi e D’Avenia, l’ho trovato talvolta noioso e un po’ ripetitivo, soprattutto nei concetti espressi. Alcune parti invece sono molto d’ispirazione.

Citazioni:

“[…] l’arte da imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti.”

“Non possiamo eliminare le stagioni che servono al seme: le piogge, le nevicate, i rigori dell’inverno, il vento e le bufere, il caldo e la siccità sono tutti elementi che fanno parte del processo, tutti elementi della vita, di cui il seme ha bisogno […]”

“[…] la soluzione è dentro la vita stessa e non fuori di essa: aprirsi al dolore e abitarlo, come una delle stanze del nostro cuore.”

“L’esistenza, senza amore, non è altro che una ridicolaggine, una beffarda tragedia.”

© Review a cura di Alessia Prestanti

Se solo fosse vero

📚Se solo fosse vero📚

di Marc Levy

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Edito da: BURextra, Rizzoli

⭐️⭐️⭐️⭐️ 4 stelle

Un incontro veramente surreale è alla base di questo romanzo francese (da cui hanno anche fatto un film). Lauren è praticamente morta: il suo corpo giace in coma in ospedale, ma il suo spirito, il fantasma di lei, vive ancora nella sua graziosa casa vittoriana a San Francisco. E Arthur, un giovane architetto, si è appena trasferito lì. I destini dei due giovani si incrociano perché solo Arthur pare vederla. Pian piano, contro ogni legge naturale e umana, i due si innamorano. Un giorno i medici convincono la madre di Lauren a praticare l’eutanasia. Ma Arthur non può certo restare inerme e vuole rapire il corpo della donna amata nella speranza di salvarla. Il romanzo scorre bene e si fa leggere tutto d’un fiato; si rimane conquistati e affascinati da quest’amore soprannaturale ma al contempo reale.

Citazione:

“Se vuoi capire che cosa è un anno di vita, chiedilo a uno studente che è appena stato bocciato all’esame di fine anno. Un mese di vita: parlane con una madre che ha partorito un bimbo prematuro e aspetta che esca dall’incubatrice per stringerlo tra le braccia, sano e salvo. Una settimana: chiedilo a un uomo che lavora in fabbrica o in miniera per nutrire la sua famiglia. Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi. Un’ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia, bloccata in un ascensore. Un secondo: osserva l’espressione di un uomo che è appena scampato a un incidente d’auto. Un millesimo di secondo: chiedilo all’atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento e non quella d’oro per la quale si era allenato tutta la vita.” 

© Review a cura di Alessia Prestanti

Giornata mondiale del libro

Buon pomeriggio lettori,

questa è una domenica speciale perché ricorre la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Ovviamente per me è una ricorrenza unica e speciale, da festeggiare assolutamente (io e mio marito infatti ci siamo concessi un bel brunch domenicale ultracalorico, su instagram trovate la foto).

Questa giornata particolare nasce nel 1996, quando l’Unesco decide di celebrarla il 23 aprile di ogni anno. È stata scelta questa data perché è il giorno di nascita e morte di alcuni importanti scrittori, tra cui William Shakespeare e Vladimir Nabokov. L’obiettivo della Giornata è quello di incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e valorizzare il contributo degli autori per il progresso sociale e culturale dell’umanità, ricordando l’importanza del diritto d’autore. Chissà quante celebrazioni e manifestazioni ci sono in questo momento, in tutto il mondo? 🙂

In Italia si sente spesso dire che ci sono molti più scrittori che lettori. Ecco, questo mi lascia un po’ perplessa perché chi scrive dovrebbe essere prima di tutto un buon lettore, altrimenti come si può scrivere bene? A tal proposito, Amazon ha lanciato un’interessante iniziativa che consiste nel postare una propria foto con l’hashtag #AmoLeggere. Trovo sia una bella idea per condividere le nostre passioni ed emozioni.

Perché alla fine lo scrittore scrive per se stesso, ma anche per emozionare gli altri, per trasmettere qualcosa del suo mondo, per condividere. E se non ci fossero i lettori a che servirebbero gli scrittori? Perciò leggete! Sfogliate quelle pagine con vorace curiosità. Innamoratevi dei personaggi (oppure odiateli liberamente), immergetevi negli abissi delle storie, scalate quelle montagne di parole, perdetevi in universi paralleli lontani anni luce, o nella mente di qualcun altro, ma perdetevi! Divertitevi! Alla fine avrete vissuto più di chiunque altro.

E voi? Per quale ragione leggete? Che generi prediligete? Che libro c’è in questo momento sul vostro comodino? Fatemi sapere nei commenti.

A domani, con la prossima “Book Flash-review”.

Alessia

Ogni giorno della mia vita

📚Ogni giorno della mia vita 📚

di Nicholas Sparks

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Edito da: Frassinelli

⭐️⭐️⭐️ 3 stelle

Questo romanzo è il seguito de Il posto che cercavo. Jeremy ha lasciato New York e si è fidanzato con Lexie. Vive a Boone Creek, la tranquilla cittadina nel North Carolina. La sua vita e le sue abitudini sono completamente rivoluzionate, sta comprando una casa e sta per diventare padre. Ovviamente, non tutto è così semplice. Gli arrivano delle misteriose email, che gli fanno perdere quella sicurezza e quella fiducia che lo avevano spinto a sradicarsi da New York per amore di Lexie. Ma, andando avanti, altre difficoltà e complicazioni si affaccino nella loro relazione. Sinceramente l’intreccio non mi ha particolarmente coinvolta; un libro che si lascia leggere, ma i colpi di scena sono stati abbastanza prevedibili.

Citazione:

“Allora direi che bisogna essere in due per ballare il tango. Secondo me, avete ragione e torto entrambi. Almeno è così che funziona nella maggior parte delle discussioni. Ognuno è fatto a modo suo e nessuno è perfetto, ma sposarsi significa diventare una squadra. Impiegherete tutta la vita a conoscervi e ogni tanto avrete qualche screzio. Ma la bellezza del matrimonio è che, se si è scelta la persona giusta e si ci si ama, si trova sempre il modo di fare la pace.”

© Review a cura di Alessia Prestanti

Il posto che cercavo

📚Il posto che cercavo📚

di Nicholas Sparks

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Edito da: Pickwick – Sperling&Kupfer

⭐️⭐️⭐️ 3 stelle

Avevo ricevuto in regalo Ogni giorno della mia vita (il secondo libro) e mancandomi il primo, appunto Il posto che cercavo, l’ho acquistato subito il libreria. Ho letto diversi romanzi di Nicholas Sparks, ma questo mi è sembrato un po’ banale. I protagonisti sono Jeremy Marsh, il classico giornalista figo newyorkese, e Lexie Darnell, una giovane e bella bibliotecaria di provincia. Un mistero da risolvere porta il giornalista nella sconosciuta cittadina di Lexie. Fin dal loro primo incontro si capisce che scoccherà la scintilla. Si è trasportati dalla storia soprattutto perché ci domandiamo: quali scelte prenderanno i due e, nonostante la loro diversità, riusciranno a stare insieme?

Citazione:

“Le donne amano le storie da fiaba. Non tutte, è ovvio, ma la maggior parte cresce sognando l’uomo pronto a rischiare tutto per loro, pur sapendo che potrebbero restarne ferite.”

© Review a cura di Alessia Prestanti