Misery

📚Misery📚

di Stephen King

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Edito da: Pickwick – Sperling & Kupfer

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ 5 stelle

Non avevo mai letto questo libro del re e devo dire che mi è piaciuto molto. Si può considerare un suo classico, visto che è uscito nel 1987 ed è famosissimo (pure il film del 1990).

La storia inizia quando lo scrittore Paul Sheldon esce dal coma dopo un incidente stradale; invece di trovarsi in ospedale è casa di Annie Wilkes, una ex infermiera e per l’appunto sua grande fan. Conoscendo Annie lo scrittore capisce che la donna è mentalmente disturbata e lo tiene segregato in camera, sedato con delle pasticche. Nessuno sa dove si trovi Paul Sheldon, e in quello stato lui non può certo muoversi: è alla mercé della donna, che purtroppo si dichiara assai delusa dal suo ultimo lavoro in cui la sua adorata protagonista (Misery, appunto) muore. Quale sarà il destino dello scrittore e come si svilupperanno le cose? King, come suo solito, non deluderà e non farà mancare suspense, colpi di scena e parti macabre.

Citazioni:

“Capì che quel che stava tentando era di farsi venire un’idea. Farsi venire un’idea non era la stessa cosa che un’idea che viene da sé.”

“Ripeteva in continuazione a se stesso di non pensarci sapendo che invece era lì, inevitabile e immutabile, come un ossicino di traverso in gola. Allora, ce lo avrebbe lasciato o si sarebbe comportato davvero uomo, obbligandosi a vomitarlo?”

“Far finire un romanzo esattamente nella maniera in cui si era pensato all’inizio, sarebbe come lanciare un missile intercontinentale da una parte all’altra del mondo e insaccarlo in un canestro da basket.”

© Foto e FlashReview a cura di Alessia Prestanti

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IT

📚 It 📚

di Stephen King

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Edito da : Pickwick (Sperling & Kupfer)

⭐️⭐️⭐️⭐️ 4 stelle

Non è assolutamente facile fare una “flash review” di un libro di ben 1315 pagine, per cui andiamo subito al sodo: IT è un vero capolavoro e King fa un’eccellente introspezione sulla psicologia dei personaggi. Andando avanti con la lettura arriverete davvero a prevedere le mosse dei personaggi, imparerete a conoscere i loro pensieri e saprete più o meno come reagiranno in una certa circostanza. Questo perché vengono descritti in maniera dettagliata ed impeccabile. IT è un profondo viaggio nell’anima dei protagonisti. La vicenda si svolge nella fittizia Derry, una – apparentemente – normale e ridente cittadina nel Maine. I ragazzi protagonisti sono sette: Beverly Marsh, Bill Denbrough, Ben Hanscom, Eddie Kaspbrak, Richie Tozier, Stan Uris e Mike Hanlon. Nell’estate del 1958 diventano grandi amici e fondano il “Club dei Perdenti”. Amerete e odierete i loro comportamenti, li conoscerete come se fossero vostri amici; la mole del libro lo consente, sebbene le vicende narrate nel presente in realtà siano poche. Gran parte del libro racconta cos’è successo a Derry da quando i protagonisti erano ragazzini, in particolare da quando Georgie (il fratellino di Bill Denbrough) viene brutalmente ucciso da IT, mentre cerca di recuperare la sua barchetta caduta in un tombino in una giornata piovosa. Dopodiché ognuno di loro avrà un personale incontro con IT, il male, sotto forma del clown Pennywise. E insieme tenteranno di sconfiggerlo. Ma dopo 27 anni IT sembra tornare a Derry. I ragazzi, diventati adulti e ormai lontani dalla cittadina d’infanzia, vengono a saperlo da Mike: IT è tornato e deve essere sconfitto per sempre. Avevano giurato col sangue e sanno che devono tornare, malgrado la paura, malgrado tutto.

Siete pronti a immergervi con i Perdenti in questo mondo? Bè, non vi resta che iniziare a leggerlo.

Citazioni:

“L’opinione che tutti i genitori condividevano sulla questione era che un uomo non dovesse nemmeno perder tempo a pensare di mettersi in proprio fino a quando non avesse raggiunto un’età più matura e serena… 78 anni, per esempio.”

“Un rumorino così insignificante, in fondo. Quello di acqua che gocciola. Plink… pausa. Plink… pausa. Plink… pausa. Plink… S’immaginava le gocce che si formavano sull’apertura del rubinetto, si appesantivano e ingrassavano, diventavano gravide e finalmente cadevano: plink.”

“Ma chissà per quanto tempo può durare un lutto. Non è possibile che dopo trenta o quarant’anni dalla scomparsa di un figlio o di un fratello o di una sorella, ci si ritrovi nel dormiveglia a pensare al defunto con lo stesso senso di nostalgia e di vuoto, la sensazione di un’assenza che non potrà mai più essere riempita… forse nemmeno dopo la morte?”

“Non si smette di essere piccoli tutt’ a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i jeans, puoi continuare ad andare i concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti. No, non la fatina dei denti. La fatina dell’età.”

“Questi erano i suoi amici e sua madre si sbagliava: non erano amici cattivi. Forse, considerò, non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore.”

“«Io ho bisogno di qualcosa adesso», mormorò lei.

«C-Che cosa?»

«Ho bisogno che mi baci.»”

Curiosità

Dal libro sono stati tratti una omonima miniserie televisiva nel 1990, con Tim Curry e una omonima trasposizione cinematografica di quest’anno, in uscita in Italia il 19 ottobre 2017, dove It è interpretato dal giovane attore svedese Bill Skarsgård.

© Recensione del libro a cura di Alessia Prestanti.

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